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Iannetti, medico da 40 anni: «Il vaccino sarà un flop, l’obiettivo è un altro»

La dottoressa Anna Rita Iannetti, con un’esperienza di più di quarant’anni in campo medico, più volte si è esposta per far sentire la sua voce fuori dal coro e le sue motivazioni. L’abbiamo raggiunta telefonicamente.

Dottoressa Iannetti, lei si occupa di psicobiologia, una branca delle neuroscienze non molto conosciuta. Vuole spiegare meglio di cosa si tratta?

La psicobiologia va di pari passo con la PNEI. Nel 1936, Hans Selye ha scoperto che i comportamenti hanno come risultato una variazione strutturale e funzionale degli organi. Fece una sperimentazione su un ormone per dimostrare che era la causa dell’ipertrofia delle ghiandole surrenali. Nell’esperimento però scoprì che sia i topolini che avevano ricevuto l’iniezione con sostanza attiva, sia quelli che avevano ricevuto l’iniezione con acqua semplice, mostravano l’ipertrofia dei surreni.

Era molto intelligente ma ha fatto una scoperta che in realtà non cercava. Essendo molto sbadato, durante le iniezioni, qualche topolino cadeva e per recuperarlo doveva inseguirlo e il topino si nascondeva. Questo succedeva sia nei topolini con la sostanza attiva, sia in quelli col placebo. Capì allora che era la paura a fare aumentare le dimensioni e le funzioni delle ghiandole surrenali, perché lì vengono prodotte la noradreanalina, l’adrenalina e il cortisolo.

Molti altri ricercatori cominciarono a sperimentare come i comportamenti corrispondessero a variazioni funzionali e strutturali degli organi.

Nel 1950, ben settanta anni fa, uscì il primo libro di PNEI che spiegava come la psiche, il sistema nervoso centrale, il sistema emozionale, il sistema ormonale e il sistema immunitario usassero le stesse molecole segnale. Quindi quando provo un’emozione, questa non risiede solo nel cervello ma in tutte le molecole del mio corpo, in particolare negli organi che si occupano dell’immunità.

Questo significa che una certa emozione può provocare un abbassamento della risposta immunitaria, come un’emozione positiva può innalzare la risposta. 

L’ultimo lavoro della dottoressa Iannetti

Tutte queste scienze non sono conosciute. Attualmente all’interno delle ASL, tra le tante cose, incontro i giovani medici e mi rendo conto che non conoscono la PNEI, l’epigenetica, cos’è e come funziona il microbiota.

Oggi a distanza di tutti questi anni, lo stato sociale, economico in cui si vive e le esperienze vanno a determinare la salute o la malattia di una persona.

Sto completando un lavoro che parlerà dell’aspetto energetico delle emozioni, si chiama sintropia. I campi emozionali energetici vanno a modificare il DNA epigeneticamente. Per esempio, il nostro cervello riproduce le emozioni di chi abbiamo di fronte grazie ai neuroni specchio quindi, oltre alle nostre emozioni, assorbiamo anche quelle sociali. Questo provoca un’alterazione della fisiologia con sviluppo di malattie e il processo di stress è presente in tutte le malattie croniche degenerative, sia dei bambini, che degli adulti, che degli anziani.

Quest’emergenza pare non terminerà tanto presto. O almeno così sembra ascoltando istituzioni e mainstream, nonostante i dati reali non siano affatto preoccupanti, come spiegano da mesi molti esperti che nelle terapie intensive ci lavorano. Cosa si aspetta per questo autunno dottoressa Iannetti? Il peggio è passato o deve ancora arrivare?

Per quanto riguarda la malattia provocata dal virus, sono allucinata. Sono medico da 40 anni, non mi sono laureata ieri. Questa malattia non viene trattata coi criteri della medicina classica, quindi dovrebbero spiegare per quale motivo i sani devono stare a casa, perché bisogna mettere tutti le mascherine e rispettare il distanziamento sociale.

Le malattie infettive hanno sempre funzionato con criteri completamente diversi: si fa la diagnosi precoce, poi la terapia e il controllo di quelli che hanno avuto un contatto diretto col malato. Quello che io vedo non segue i parametri della medicina che ho studiato.

Una regia che sta cercando di modificarci per sempre

Medici e associazioni si stanno muovendo per denunciare la situazione, anche appellandosi alla magistratura, ma i professionisti dell’informazione non se ne accorgono. Secondo lei dottoressa Iannetti, esiste una regia che vuole nascondere alcune informazioni ed enfatizzarne altre? Se sì, perché?

L’idea che mi sono fatta è che esista una regia che non ha niente a che fare con la medicina. Non ha importanza se una presa di posizione, dal un punto di vista medico, è valida o non è valida.

Mi sono fatta delle idee che vanno oltre il vaccino, che penso sarà un flop in quanto nessuno rischierà di avere degli eventi avversi per un vaccino non abbastanza sperimentato, rispetto a una malattia che oggi sappiamo curare e prevenire.

Io penso che ci sia anche una motivazione di cambio delle abitudini. Fin dall’inizio il reframe era «Niente sarà più come prima». Inoltre stanno spingendo sempre di più ad usare internet, sia col lavoro che con la scuola.

Conosco perfettamente le ricerche più all’avanguardia. Tra queste l’entanglement quantistico e i computer quantistici, una serie di tecnologie già presenti che dovranno trovare applicazione e che faranno terra bruciata di tutti gli strumenti vecchi che abbiamo.

Ho pensato che la necessità di questo shock comportamentale, che la maggior parte delle persone non conosce e non capisce, potesse essere introdotto solo con un meccanismo di questo genere. Questo annullamento della nostra vita a livello globale, sia politico, che economico, che sociale, serve a modificare il comportamento delle persone in maniera drammatica.

Iannetti: «I medici sono addestrati dalle case farmaceutiche»

A settembre hanno intenzione di inoculare alle categorie a rischio (quindi alle persone più deboli) un vaccino che non ha terminato la sperimentazione. In una recente intervista radio Cricelli, il presidente della SIMG, ha affermato che non ci sono effetti collaterali. Ha ragione? E se non ha ragione, come si spiega che il presidente della Società Italiana di Medicina Generale se ne esca con simili dichiarazioni?

Chiaramente la motivazione per cui i colleghi hanno questa visione delle cose non riesco a capirla. Non riesco a capire neanche perché l’Ordine dei Medici non intervenga, perché dovrebbe essere quell’organismo che tutela la scienza e la coscienza del medico, che non sono opinioni astratte ma un modo di condurre la medicina.

In pratica l’opposto di quello che fanno i colleghi che per qualsiasi tipo di intervento terapeutico dovrebbero conoscere, pena la decadenza dall’Ordine dei Medici, gli effetti collaterali di una terapia. Ma non solo devono conoscerli, devono anche saperli spiegare alle persone perché noi abbiamo una legislazione che è il consenso informato.

Su questo dovremmo tirar su una serie di indagini, perché le assicuro che i colleghi in scienza e coscienza non sanno cosa può capitare col vaccino. Loro sono addestrati dalle case farmaceutiche che portano avanti quel reframe, sostenuto anche dai virologi televisivi, dell’uno su un milione per cui possiamo anche rischiare di avere un evento avverso se poi salvo il restante.

Ma questo non è così, in modo solidamente dimostrato. Se prendiamo per esempio SIGNUM (Studio di Impatto Genotossico nelle Unità Militari) per quanto riguarda i plurivaccini, noi sappiamo con sicurezza che la somministrazione di più di cinque vaccini insieme procura danni irreparabili. I vaccini che fanno i militari sono gli stessi che fanno i bambini, che hanno l’obbligo vaccinale di dieci vaccini.

Vaccini e PNEI

È follia. Io voglio sapere dal medico quali sono gli eventi avversi, che verità statistica hanno e vorrei anche che la cura fosse una scelta personale. Ricollegandosi alla PNEI e alle neuroscienze quando io sono obbligato a fare qualcosa che mi fa paura, produco uno scompenso di funzioni di organi vitali. Quindi cura e obbligo sono due parole che non possono coesistere nella stessa frase.

I colleghi ignorano i processi biologici dello stress: una cura deve essere spiegata e poi accettata perché se penso che una sostanza mi farà male il mio organismo svilupperà la risposta biologica del nocebo. Se non sanno questo o sono ignoranti, o sono delinquenti da mettere in galera.

È di poco tempo fa la notizia di una 13enne asmatica che ha rischiato la vita a causa dell’uso della mascherina che ha prodotto un eccesso di CO2 nel corpo. Non è che la presunta prevenzione rischi di essere più pericolosa del male? 

Su questo avrei la certezza, non solo per la CO2 ma anche per motivi di reattività emozionale. Io con la mascherina non riesco a resistere neanche 3 secondi perché anche quella piccola variazione iniziale della quantità di CO2 disciolta nel sangue, rispetto al mio temperamento, mi crea soffocamento. Dobbiamo sempre valutare la reattività emozionale di ognuno, che sarà diversa da persona a persona.

Io sono una persona molto empatica e sono la referente aziendale dello stress lavoro correlato. Da anni faccio colloqui con la gente che sta male per mobbing o altro. Quindi oltre alla mia capacità empatica naturale, ho sviluppato la capacità di entrare nell’altro per mestiere e vedendo le persone con la mascherina, soffoco io che non la porto.

Conseguenze per i bambini secondo la dottoressa Iannetti

La comunicazione empatica tra esseri umani non può essere sospesa e nel bambino questo è tremendo perché crea l’idea del pericolo. Non ha il senso critico e si predispone per quello che vede. Quindi i bambini che hanno un temperamento pauroso e diffidente non ne usciranno fuori facilmente da questa esperienza.

Vorrei che fosse chiaro che quello che stanno facendo ha un grado di violenza paragonabile alla violenza fisica di un pedofilo. È contro lo sviluppo armonico del bambino. Non è possibile che questo scempio si stia verificando. Come l’hanno potuta pensare? O non sanno come è fatto un bambino oppure hanno la pece nel cuore per fare questi provvedimenti. 

Nonostante il momento propizio e gli assist lanciati da esperti come quelli dell’Accademia di Medicina, le istituzioni non hanno approfittato per approfondire la relazione tra vitamina D e sistema immunitario. Ci dicono che vogliono il nostro bene ma si dimenticano certi “dettagli”. Si tratta di ignoranza o di altro?

Si tratta sicuramente di altro perché gli studi su vitamina D, vitamina C e zinco ci sono, basta aprire PubMed. Nella prevenzione primaria sei sano e resti sano, in quella secondaria ti sei ammalato e ti aiuto a guarire, in quella terziaria ci sono degli effetti che si sono stabilizzati e ti aiuto a superarli.

Noi abbiamo un potere di cicatrizzazione che è all’interno del nostro DNA quindi ogni cellula, a seconda degli elementi introdotti, come vitamine, oligominerali e altro, sono capaci di ripristinare una funzione. Non esiste solo il farmaco, che sarà necessario solo nella fase acuta. 

La verità del mainstream

Inserire la vitamina D, la vitamina C, lo zinco, il lisozima, la lactoferritina, i probiotici e altro, a seconda delle condizioni in cui si trova la persona, è una cosa fondamentale su cui nessuno si è pronunciato e hanno fatto anche in modo che nessuno ne parlasse.

Io da inizio febbraio mi sono proposta per andare in televisione a spiegare i comportamenti utili da tenere ma non c’è stata mai possibilità di farlo. I media sono colpevoli, hanno creato la disinformazione. Se l’evento che ha organizzato Sgarbi in Senato si facesse in televisione, anche una sola volta, il giorno stesso cadrebbe tutto questo castello assurdo. Basterebbe rendere noto il contrasto tra le nostre posizioni con quelle dei cosiddetti scienziati per vedere come loro basano tutto sul niente.

Anche i giornalisti non vanno ad analizzare le varie ipotesi ma convincono i cittadini che la loro sia l’unica verità. Questa è manipolazione delle menti e anche loro sono da mettere in galera perché fanno il gioco sporco sapendo di farlo. Cambiando le percezioni emozionali della realtà manipolano i comportamenti e lo sanno perché lo studiano. Sono i massimi delinquenti, si vendono senza etica.

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