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martedì,7 Luglio,2020

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La verità sulla censura di amazon – puoi pubblicare testi solo con fonti che vogliono loro – Francesco Amodeo

Insieme allo studio legale dell’avvocato Angelo Pisani, presidente di Noi Consumatori, abbiamo notificato alla magistratura e all’antitrust un esposto contro #Amazon dopo che il colosso si è rifiutato di caricare sulla propria piattaforma Kindle il mio #libro-inchiesta “31 coincidenze sul #coronavirus e sulla nuova Guerra Fredda Usa-Cina”.

Ciò che contestiamo non è il rifiuto in sé della multinazionale (trattandosi di una piattaforma privata potenzialmente potrebbe scegliere di censurare chi vuole) ma le motivazioni addotte, secondo cui il mio testo violerebbe le linee guida, perché “Amazon – scrivono – ha deciso di indirizzare i clienti solo verso fonti ufficiali“.

Questo equivarrebbe a dire che la mia inchiesta non provenga da fonti ufficiali, mentre al suo interno ci sono circa 150 fotografie provenienti dai principali media di tutto il mondo e da documentazioni ufficiali delle amministrazioni americane. Il tutto correlato da link alle fonti.

Amazon deve assumersi la responsabilità di dire che indirizza i clienti non verso fonti ufficiali, ma verso fonti che rispecchiano il loro personale punto di vista, ossia il pensiero unico dominante, mentre non c’è spazio per chi riesce a fornire una visione documentata, ma alternativa dei fatti. Il libro non tratta il tema del #Covid dal punto di vista sanitario – non di mia competenza – ma dal lato giornalistico, in qualità di pubblicista iscritto all’albo.

Inoltre da un punto di vista geopolitico: non mi si può accusare di trattare il tema in modo fuorviante non essendoci riferimenti al lato salutare della questione.

Amazon comunque tratta il libro come specchietto per le allodole. E’ la seconda cosa che contestiamo: cercando il titolo sul #web si viene indirizzati nella medesima piattaforma, dove ne hanno caricato copertina e scheda descrittiva, seguite dalla dicitura “non disponibile” e dalle fonti consigliate da Amazon. Questa è una violazione di qualsiasi regola concorrenziale.

Ecco come ingannano i lettori, indirizzandoli dunque non verso fonti ufficiali, bensì verso fonti da loro predilette, che trattano i temi come loro preferiscono.

Sono decine gli autori che hanno subito lo stesso trattamento (come l’autorevolissimo Dottor #Tarro); migliaia di librerie indipendenti rischiano di chiudere i battenti per la tendenza dei lettori a ordinare comodamente da casa: è importante che sappiano che il costo di questa opzione è perdere la libertà di scelta, venendo “indirizzati”.

Siamo pronti a lottare in tutte le sedi per far sì non che il mio libro torni disponibile, ma perché Amazon rettifichi le motivazioni del suo rifiuto. L’obiettivo è che scrivano che il libro non viola le linee guida delle fonti ufficiali, ma che la mia inchiesta tratta fonti ufficiali che non rispecchiano il pensiero unico da loro imposto.

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