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martedì,7 Luglio,2020

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Roma, installate 700 nuove antenne, anche nel lockdown: almeno 316 sono 5G. Cittadini allarmati

Spazio ai tecnici nella seduta odierna della Commissione IV – Ambiente di Roma Capitale presieduta da Daniele Diaco, Vice Presidente Vicario Simona Ficcardi. E’ infatti intervenuta la delegata di Cinzia Esposito, direttore del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica dell’amministrazione capitolina: alla presenza di Tommaso Aureli del Dipartimento pressioni sull’ambiente di ARPA Lazio, la delegata di Esposito ha fornito i dati ufficiali sul numero delle nuove stazioni radio base per telefonia mobile, chiarendo come solo nell’ultimo anno e mezzo a Roma siano state installate 701 antenne, anche nel periodo di lockdown, cioé quando i cittadini sono stati costretti a restare in casa.

Il dato è emblematico e si somma alle circa 5.000 antenne già esistenti per gli standard 2G, 3G e 4G, un record assoluto senza precedenti nel resto d’Europa e che fa gridare allo scandalo i comitati dei cittadini romani che denunciano i pericoli nel continuare a vivere in una vera e propria discarica elettromagnetica a cielo aperto. Può sembrare impossibile, ma in assenza di un catasto o registro delle antenne, nella capitale d’Italia è infatti ignoto l’esatto numero delle stazione radio base. Certe invece quelle montate negli ultimi 17 mesi.

Anno 2019: installate 55 nuove antenne, 263 per adeguamenti ordinari, 149 con specifica 5G

Anno 2020: installate 24 nuove antenne, 43 per adeguamenti ordinari, 167 con specifica 5G

Si tratta di un picco nell’installazione di nuova infrastruttura tecnologica in una città come Roma: spoglia di un Piano per la Localizzazione delle Antenne, rimasto lettera morta il Regolamento approvato con delibera nel 2015, lo scorso anno l’ex Sindaco Ignazio Marino era tornato sulla questione esternando timori nell’interesse della tutela della salute pubblica: “oggi sono andato a cercare che fine avesse fatto quella delibera che nei fatti è come una legge – esternò nel 2019 Marino – Non è stato fatto nulla nonostante che persino la Magistratura (TAR) abbia sottolineato l’importanza del provvedimento. Si tratta di un provvedimento che non costa nulla al Comune di Roma. Chi lo governa dovrebbe solo applicarlo e farlo applicare alle Aziende. Ma, ovviamente, alle Aziende non interessa applicarlo, e questo si comprende perché costa denaro: dunque, nasce un interrogativo. Chi siede in Giunta e in Consiglio Comunale della Capitale d’Italia, maggioranza e opposizione, non ne chiede l’applicazione perché per qualche motivo non vuole disturbare le Aziende, oppure perché non ha a cuore la salute dei cittadini, o semplicemente perché non ha mai studiato e quindi non sa neanche che la norma esiste? Sarebbe interessante conoscere quale delle tre è la risposta giusta.”

La Sindaca Virginia Raggi, promotrice del 5G nella Capitale nonostante le diffide e l’opposizione anche dai Municipi, ha poi sottoscritto un protocollo con l’Agenzia Spaziale Europea di cui si ignorano i contenuti: si tratta del Wi-Fi dallo spazio così come sperimentato negli USA con l’autorizzazione della Commissione Federale delle Comunicazioni? Anche di questo si è parlato oggi in Commissione Ambiente.

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