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martedì,7 Luglio,2020

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La BBC News filma ‘per errore’ un’irrorazione militare di scie chimiche

Il prestigioso network televisivo BBC News, in un suo recente servizio sulla vicenda dell’aereo della Malaysian Airlines dirottato e scomparso, durante un’intervista condotta a bordo di un aereo militare impegnato nelle ricerche, ha ripreso, probabilmente non di proposito, un dispositivo che,applicato all’ala dell’aereo, emette una densa irrorazione bianca. Il video del servizio è consultabile qui (irrorazione dal secondo 28).

Le riprese, piuttosto chiare ed eloquenti, hanno subito suscitato sul web una lunga serie di polemiche e di dibattiti, tutt’ora ampiamente in corso. Mentre gli osservatori più attenti e preparati hanno potuto rilevare nel filmato un classico dispositivo di irrorazione chimica durante la fase di pieno utilizzo, i soliti detrattori del fenomeno (sul quale non è superfluo ricordare che vige in Italia e in molti altri paesi dell’area NATO il Segreto di Stato) si sono prontamente arrampicati sugli specchi, avanzandole teorie più disparate pur di negare l’evidenza. E, fra queste ultime, la più utilizzata è quella del fuel dumping, un’operazione di rilascio del combustibile in eccesso. Secondo certi detrattori (in realtà disinformatori di professione che operano sul web a tempo pieno in qualità di influencers),quella mostrata dal video non sarebbe quindi che una banale operazione di fueldumping.

Un’ipotesi che però non sta in piedi e che si smonta facilmente, come ha evidenziato Gianni Lannes, che del fuel dumping ci fornisce una spiegazione tecnica: «Il fuel dumping è una manovra d’emergenza con la quale, in caso di necessità, può essere rilasciato il combustibile in eccesso prima di effettuare un atterraggio. La manovra nonviene effettuata in nessun caso in condizioni ordinarie e viene utilizzata esclusivamente in situazioni di reale pericolo. In genere il fuel dumping viene effettuato immediatamente dopo il decollo nel caso l’aeromobile dovesse riatterrare qualora si fosse effettuato un guasto che non permettesse di proseguire la manovra di decollo. A pieno carico infatti in caso di un atterraggio da effettuare immediatamente dopo il decollo, quando i serbatoi del cherosene sono ancora pressoché pieni e il peso eccessivo dell’apparecchio potrebbe causare un cedimento strutturale dei carrelli, si effettua la manovra del fuel dumping. In genere gli aeromobili attrezzati per il fuel dumping sono di grandi dimensioni, mentre quelli di piccole e medie dimensioni, nei quali il peso massimo al decollo non differisce eccessivamente dal peso massimo all’atterraggio, non vengono dotati di un sistema di questo tipo. A partire dagli anni sessanta tutti gli aeromobili nei quali il peso massimo al decollo differisce per più del 5% da quello all’atterraggio devono essere dotati,secondo la vigente normativa rilasciata dal FAA, di un sistema per il rilascio del combustibile in volo».

Si può quindi escludere che quella evidenziata dal filmato sia stata una banale operazione di fuel dumping, che sarebbe stata del resto assurda per un volo militare in fase di ricognizione. Non esiste alcuna ragione, infatti, per cui un aereo militare debba disfarsi in volo del proprio carburante. E, in ogni caso, i dispositivi di fuel dumping non vengono posizionati sulle ali e il carburante non è di colore bianco!

Di cosa, quindi, si sarebbe trattato? Per usare le parole di Gianni Lannes, dell’ennesimo caso di chemioterapia bellica di massa, a base di alluminio, bario, stronzio e polimeri artificiali.

Nicola Bizzi

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